Zoologia quantistica

In Zoologia quantistica, Paolo Camporese compone una complessa ed elegante partitura visiva in cui la rigorosa sensibilità concettuale incontra la libertà espressiva del Surrealismo e del Lirismo Astratto. L’opera dialoga idealmente con l'eredità di maestri quali Joan Miró, Paul Klee e Vassily Kandinsky, rielaborandone il linguaggio iconografico attraverso una chiave di lettura spiccatamente contemporanea e scientifico-filosofica.

Sullo sfondo — una superficie materica e luminosa dalle sfumature dorate e sabbiose, campita con pennellate vibranti che restituiscono un’atmosfera quasi primordiale o sott'acqua — galleggia un brulicante universo di forme organiche. L'artista trasforma la tela nel microscopio di una "fisica dell'invisibile": creature ibride, dotate di occhi, antenne, cilia, bocche e segmenti articolati, fluttuano ed evolvono come in una minuziosa danza microscopica.

L’uso del colore acrilico è netto e calibrato: i toni caldi dell'arancio, del rosso e del viola si alternano a campiture azzurre, grigie e nere, creando contrasti ritmici e punti di arresto visivo. Sottili filamenti grafici a china e linee sottili collegano i vari elementi come vettori di forza o legami molecolari, suggerendo che ogni organismo non sia un’entità isolata, ma parte di un ecosistema interconnesso in costante mutazione.

Il titolo Zoologia quantistica condensa magistralmente il paradosso visivo dell’opera: la fauna raffigurata non appartiene alla macro-zoologia classica, ma a una dimensione subatomica e probabilistica, dove le forme di vita nascono, mutano ed interagiscono secondo le leggi dell'indeterminatezza e della meraviglia biologica.

Paolo Camporese

 

 

Anno: 2026
Dimensioni: 100 cm x 60 cm
Materiale: Acrilico su tela

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