L’Opera Scultorea di Henry Moore: Dialogo tra Forma e Natura

Henry Moore (1898-1986) è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi scultori del XX secolo. Il suo lavoro si distingue per l’innovazione formale, la profonda ispirazione dalla natura e l’abilità nel trasmettere significati universali attraverso forme astratte. Le sue sculture, spesso monumentali, sembrano incarnare una fusione tra l’organico e l’astratto, in un dialogo incessante tra la materia e lo spazio che le circonda. Nel 1925 soggiorna in Italia, dove si confronta con la scultura rinascimentale e matura l’idea dello scolpire “per via di levare”. Inoltre rimane sopraffatto dalla potenza michelangiolesca e per un po’ di tempo è incapace di lavorare, poi torna ai suoi interessi primitivi e dopo una visita al British museum rimane colpito da una scultura messicana il Chac- Mool, che si rivelerà fonte di ispirazione per le sue figure reclinate.

Un’altra fonte alla quale attingerà spunti è la connessione con la natura e la sua osservazione, Moore amava raccogliere oggetti naturali come ossa, pietre e pezzi di legno, che spesso servivano come modelli per le sue forme scultoree. Moore inoltre coltiva un interesse per l’arte costruttivista portata avanti da Nuam Gabo, da qui le opere come le Stringed figures, forme astratte, all’interno delle quali si forma uno spazio vuoto che viene attraversato da corde o cavi metallici. La committenza lo spinge a produrre anche figure come la Claydon Madonna and child. In queste opere Moore riprende la sintesi geometrica del primitivismo precolombiano inserendovi riferimenti alla tradizione italiana da Giotto a Michelangelo completando poi il tutto con dettagli surrealisti.

L’opera di Moore è profondamente simbolica, nonostante l’astrazione delle forme. L’artista era interessato a rappresentare temi universali come la maternità, la protezione, la vulnerabilità e la forza. Durante la Seconda Guerra Mondiale, le sue famose serie di disegni delle persone rifugiate nei rifugi antiaerei di Londra hanno influenzato il suo lavoro scultoreo, accentuando la tensione emotiva e il senso di resilienza umana. La prima mostra, dopo il viaggio studio in Italia, si tiene alla galleria londinese Warren con una personale che gli vale il primo incarico per un’opera pubblica. Questa opera si intitola The North wind, ispirata ai venti e collocata presso la stazione di St. James park.  Da questo inizio in poi sarà un crescendo di mostre, commissioni e riconoscimenti fino alla sua morte nel 1986.

L’opera di Henry Moore ha avuto un impatto profondo sull’arte contemporanea, influenzando generazioni di scultori. Il suo lavoro ha ridefinito il concetto di scultura come dialogo tra spazio, forma e natura. Moore ha anche contribuito alla diffusione della scultura moderna grazie alla sua partecipazione a numerose esposizioni internazionali e alla sua generosità: ha donato molte delle sue opere alla Henry Moore Foundation, un ente che promuove la scultura contemporanea. Henry Moore ha trasformato la scultura in un’arte capace di dialogare con il mondo, superando i confini tradizionali tra figura e astrazione, tra materia e spazio. Le sue opere, radicate nel passato ma rivolte al futuro, continuano a parlare dell’essenza dell’umanità e del nostro legame profondo con la natura, offrendo uno spazio per la riflessione e la meraviglia.

Paolo Camporese

Nella foto una scultura di Paolo Camporese dal titolo bioforme

The Sculptural Work of Henry Moore: Dialogue Between Form and Nature

Henry Moore (1898–1986) is universally recognized as one of the greatest sculptors of the 20th century. His work stands out for its formal innovation, profound inspiration from nature, and ability to convey universal meanings through abstract forms. His sculptures, often monumental, seem to embody a fusion between the organic and the abstract, in a continuous dialogue between matter and the surrounding space.

In 1925, Moore traveled to Italy, where he engaged with Renaissance sculpture and developed the concept of sculpting “by carving away.” He was overwhelmed by the power of Michelangelo’s work, which left him unable to create for some time. Eventually, he returned to his primitive interests, and after visiting the British Museum, he was struck by a Mexican sculpture, the Chac-Mool, which would become a source of inspiration for his reclining figures.

Another significant source of inspiration for Moore was his connection with nature and his keen observation of it. He loved collecting natural objects such as bones, stones, and pieces of wood, which often served as models for his sculptural forms. Moore also nurtured an interest in Constructivist art, championed by Naum Gabo, which led to works like the Stringed Figures—abstract forms where a hollow space is intersected by strings or metal wires.

Commissions encouraged him to create pieces like the Claydon Madonna and Child. In these works, Moore revisited the geometric synthesis of pre-Columbian primitivism, integrating references to Italian tradition from Giotto to Michelangelo and complementing the whole with Surrealist details. Despite the abstraction of his forms, Moore’s work is deeply symbolic. He was particularly drawn to universal themes such as motherhood, protection, vulnerability, and strength.

During World War II, his famous series of drawings depicting people sheltering in London’s air raid shelters profoundly influenced his sculptural work, accentuating the emotional tension and sense of human resilience.

After his study trip to Italy, Moore’s first solo exhibition took place at London’s Warren Gallery, where he received his first public commission: The North Wind, inspired by the winds and installed at St. James’s Park Station. This marked the beginning of a flourishing career with a growing number of exhibitions, commissions, and accolades until his death in 1986.

Henry Moore’s work had a profound impact on contemporary art, influencing generations of sculptors. His work redefined the concept of sculpture as a dialogue between space, form, and nature. Moore also contributed to the dissemination of modern sculpture through his participation in numerous international exhibitions and his generosity: he donated many of his works to the Henry Moore Foundation, an organization promoting contemporary sculpture.

Henry Moore transformed sculpture into an art form capable of engaging with the world, transcending traditional boundaries between figure and abstraction, between matter and space. His works, rooted in the past but forward-looking, continue to speak of the essence of humanity and our deep connection to nature, offering space for reflection and wonder.

— Paolo Camporese