Tempus fugit
TEMPUS FUGIT
L’uso della terracotta, materiale primordiale legato alla terra, contrasta in modo affascinante con il tema etereo del tempo. La policromia non è piatta, ma lavorata per creare profondità: le superfici sembrano erose dagli agenti atmosferici, quasi come se la scultura stessa fosse stata vittima del “Tempus Fugit” che cerca di descrivere.
La struttura è una stratificazione di simboli: si notano elementi architettonici — un timpano, delle colonne — che suggeriscono come anche le civiltà e le costruzioni umane siano destinate a essere riassorbite dal flusso temporale. Il fulcro dell’opera è la riflessione sull’inesorabilità del tempo, resa attraverso un linguaggio visivo che fonde surrealismo e citazioni classiche:
- Gli Orologi “Molli”: Evidente omaggio alla poetica di Salvador Dalí, gli orologi sembrano sciogliersi sulla struttura, perdendo la loro rigidità meccanica. Questo dettaglio suggerisce che il tempo non è una misura oggettiva, ma una dimensione fluida, soggettiva e corruttibile che avvolge l’esistenza stessa.
- Il Sole e la Luna: Inseriti nel corpo centrale, i due astri personificano l’alternanza del dì e della notte. La loro presenza trasforma la scultura in un microcosmo cosmico: mentre gli orologi rappresentano il tempo umano che scivola via, il sole e la luna richiamano il tempo ciclico della natura, eterno e immutabile.
- La Figura Antropomorfa: La sommità dell’opera culmina in una testa ovoidale priva di lineamenti, un “manichino” metafisico che universalizza l’esperienza del tempo. L’essere umano diventa così il pilastro su cui gravano i secoli, i giorni e le ore.
Anno: 2026
Dimensioni: H 46 cm largh 11 cm prof.11 cm
Materiale: Terracotta policroma