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Recensione di Giuseppe Coccato
CARELLATA
Ricordati uomo che sei polvere ed in polvere ritornerai….
E quella volta sulla terra ci sputò sopra …ed eccolo modellato l’uomo…con l’anima insufflata…
Ed ecco la nostra preistoria che ci restituisce terrecotte maternali uscite e composte dall’utero terra, psicanalitico luogo dei nostri giochi regressi infantili quasi divini giochi a creare.
Cosa ci può essere di più nobile di qualcosa che trasfigura l’elemento più comune, più terraterra facendolo veicolo di umanità, specchio per niente opaco del nostro esserci…
del nostro fallire come Icaro, proiettati verso l’assoluto piombati giù nella creta del nostro Camporese… che ci offre camomille tranquille per riposarci o calmarci o improbabili pose yogiche sicuramente vulvari per il nostro occhio indiscreto di voyeur...e le alici erano felici di essere mezze umane o infelici di essere accomunate a così nefasta specie?
Questi suoi uomini o donne di terra, appena toccate dal vizioso colore, ti guardano con sufficienza come se noi fossimo terre e non loro…ma mi sa che sono figure sole, solinghe solitarie presenze che stanno come dicevo a guardare magari in torsioni avviluppanti se stesse in impossibile abbraccio.
Oppure in coppia si guardano in tresca e ci ignorano e si dilettano nel loro mondo monologo a due…ma cosa avranno da dirsi che non sia già stato detto?...dispetto!
Ci mancavano solo i manifesti scultura per sbatterci addosso e ricordarci l’orrore mediatico dei saltimbanchi di turno…arlecchini compresi… ma non compressi nell’attimo prima del salto…e di già… mi sento un po’ come loro e mi diletto anch’io contagiato da terra ben cotta che raro scoppia al maestro.
Carellata d’umani ritratti a volte miti un poco nefasti, ricordiamo Narciso, dal nostro artista infornato, la fine che ha fatto…monito a noi o a se stesso…a saperlo…
E quando l’umano troppo umano diventa insopportabile c’è ancora altra terra da mescolare e plasmare e con forza palpare e dar forma astratta a totem primari o biomorfismi primevi quasi appena emersi dalla brodaglia primordiale che dopo tanta terra e miscugli vari, magari smaltati, produrrà la pustola umana.
Giuseppe Coccato
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